13/04/09

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...quando c'è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile
ma di volontà ferma e di persistenza e di resistenza
io mi sono detto a voce alta: tu sei abruzzese! »
Benedetto Croce

11/03/09

Forse dovremmo cambiare strada


" Martedì 10 Marzo 2009 Aca, Di Cristoforo verso la presidenza
Al vertice il fedelissimo di D’Ambrosio


Sarà probabilmente Ezio Di Cristoforo, assessore al Comune di Popoli e braccio destro di Giorgio D’Ambrosio, il nuovo presidente dell’Aca al posto di Bruno Catena. Al momento è l’unico candidato, anche perchè l’organizzazione dell’assemblea è stata fatta in modo tale da evitare che potessero pervenire altre candidature. La politica insomma non mette giudizio: e così oggi i sindaci dell’azienda comprensoriale acquedottistica si riuniranno per decidere se votare o no il nome imposto da D’Ambrosio, e dare così continuità al partito dell’acqua. Si era dimesso il 17 dicembre dello scorso anno Bruno Catena. Ma non erano bastate neppure le tre inchieste che lo avevano visto indagato insieme ad altre persone,a convincerlo a farsi da parte. Alla fine il gesto plateale: «Sono sicuro di fare il bene dell’azienda». Tre inchieste quindi a carico dell’ex presidente Aca: la prima per “Fangopoli” (insieme ad altre 24 persone) che riguarda il depuratore di Pescara, la seconda a seguito dell’inchiesta della Forestale che ha portato al sequestro del depuratore di Montesilvano, la terza insieme ad altre 33 persone per l’avvelenamento dell’acqua, inchiesta partita dopo la scoperta della maxi discarica di Bussi. Nonostante tutto questo, alcuni mesi prima, quasi la totalità dei Sindaci della Val Pescara aveva riconfermato Catena alla guida dell’Ente.
Adesso molti di quei sindaci lamentano che la convocazione dell’assemblea per l’elezione del nuovo presidente fissata per domani, sia arrivata al fax dei Comuni interessati il venerdì pomeriggio ad uffici chiusi: fuori tempo massimo quindi per presentare eventuali candidature alternative a quella di Di Cristoforo, che nel sito dei Comuni italiani, tra i dati anagrafici, svela di avere «la licenza media inferiore o titolo equipollente». Poco a che fare con le doti manageriali richieste dall’azienda."

Questo articolo è apparso ieri sul Messaggero e, a quanto pare, il pericolo è scongiurato in quanto un sussulto di sana vergogna ha fatto sì che la maggior parte dei Sindaci disertasse l'appuntamento per l'elezione dell'unico candidato.
La vicenda mi ha offerto lo spunto per una riflessione sulla politica pianellese e sui soggetti che a vario titolo la compongono.
Visti dal di dentro mi appaiono come metastasi di un organismo: tendono ad alimentarsi in continuazione e reciprocamente con l'unico obiettivo di propagarsi.
Dal punto di vista della metastasi la conservazione e lo sviluppo proprio sono un successo, ma dal punto di vista dell'organismo spesso sono la morte.
C'è un difetto genetico nei soggetti che a Pianella si occupano di politica che deriva, a mio avviso, dal fatto di avere conosciuto la politica e la vita amministrativa solo attraverso le varie esperienze dambrosiane.
La politica, per chi si è formato più o meno consapevolmente a questa scuola, vede l'interesse pubblico ed il bene comune come un obiettivo mediato, che rimane sullo sfondo, quasi una conseguenza secondaria dell'attività principale che è sempre e comunque l'esercizio del clientelismo.
Ogni iniziativa, ogni progetto, ogni atto, anche quelli apparentemente neutri (e per lo più tutti dovuti da parte della pubblica amministrazione) vengono in qualche modo venduti come una concessione benevola, come il frutto di un impegno personale, che presuppone sempre un debito di riconoscenza che deve concretizzarsi almeno con il voto.
Ogni volta che in Consiglio Comunale si affrontano temi di interesse generale (il che dovrebbe essere la norma), tutti si mostrano annoiati, quasi infastiditi per questa perdita di tempo alla quale vengono sottoposti (recupero canoni di depurazione - statuto ATO, regolamenti vari, discussione sul bilancio ecc.), mentre ci si accapiglia e si trova motivo di scontro quando le problematiche vanno a toccare situazioni singolari e particolari, per le quali occorre essere a favore o contro qualcuno e ciò, spesso, a prescindere completamente dall'interesse dell'intera collettività.
Personalmente ritengo poco decoroso e perfino sospetto che un Consigliere Comunale si occupi dei problemi dei singoli cittadini, quando dovrebbe avere una visione complessiva ed organica del bene comune.
Io, come politico, non vado a discutere sulla pratica TARSU di un singolo, ma propongo una mozione di carattere generale (guarda caso bocciata)che tende a risolvere le problematiche di tutti i cittadini, così agisco sul problema dei canoni di depurazione non dovuti, sulla scuola che crolla ecc...
Questo mi rende un soggetto "diverso" dagli altri "politici" e per alcuni di loro pericoloso, in quanto si tende a guardare con diffidenza tutto quello che rischia di alterare gli equilibri consolidati: intanto oggi sono assessore, consigliere e posso allargare le mie metastasi, ma se si cambiano le regole del gioco poteri non essere più competitivo...
Purtroppo la cultura dambrosiana è largamente trasversale ed ha contagiato in maniera irreversibile quasi tutti i soggetti che via via si sono affacciati alla scena politica, qualunque fosse la loro provenienza o condizione socio-economica e culturale.
Se fossi stato eletto Sindaco avrei vietato ad assessori e consiglieri di sostituirsi al ruolo degli impiegati, come invece si fa oggi, proprio per far cessare questa degenerazione clientelare: il politico elabora progetti, detta le linee, controlla, ma l'esecuzione spetta agli uffici preposti e pagati per questo: un buon Sindaco non ha mai una umiliante fila di questuanti fuori dalla porta.
Non si pensi necessariamente ad attività di carattere illecito in quanto l'esercizio della clientela a Pianella è istituzionalizzato: oltre 90 varianti al P.R.G. a domanda individuale mediante accordi di programma; un numero abnorme di avvisi di accertamento Ris.co. "rettificati" grazie a sfilate di assessori e consiglieri; premi di cubatura in cambio di cessione di aree da espropriare ecc.
Il tutto sempre con la logica dichiarata del "cerchiamo di andare incontro al cittadino" che, se apparentemente può apparire una cosa positiva, si rivela devastante in quanto costituisce il modus operandi di una pubblica amministrazione priva di progettualità e programmazione in ogni campo, che si muove solo per assecondare gli interessi particolari che di volta in volta le vengono presentati (il libro di storia, la variante al p.r.g., lo specchio o il lampione sotto casa).
Quando non si ha alcun disegno di sviluppo futuro, ma si asseconda solo la clientelare esigenza del momento ci si assicura un voto, ma si impoverisce un territorio che, senza battere ciglio, perde in 4 anni oltre 600 posti di lavoro, con un indice di cessazione e/o delocalizzazione delle attività produttive e artigianali in crescita esponenziale e, quel che è peggio, senza alcun progetto futuro per intercettare nuovi insediamenti che non siano, come dice il direttore de Lacerba, puzzolenti.
Allora, se non siamo capaci come opposizione di invertire questa degenerazione culturale, di smettere di pensare al problema del singolo votante per iniziare a progettare il futuro del nostro Paese, che senso ha sostenere questo o quel candidato per le provinciali o osteggiare l'attuale maggioranza?
Se dobbiamo sostituire D'Ambrosio con qualche sua imitazione, se la nostra capacità progettuale si concretizza al massimo in qualche riunione semi-clandestina nella quale esercitare la calunnia verso gli assenti, allora teniamoci l'originale.
Occorre un ricambio culturale nel modo stesso di approcciarsi alla politica, oppure le metastasi distruggeranno il corpo e lasceremo ai piccoli pianellesi di oggi ed ai futuri cittadini di domani un cumulo di macerie sociali, economiche e culturali.
Io non asseconderò nessuna iniziativa che tende a strumentalizzzare i problemi della collettività solo per basse speculazioni elettorali, ma solo progetti di rinnovamento, nelle persone e nella cultura politica.
L'elezione a top manager e presidente del C.D.A di un'azienda pubblica che fattura centinaia di milioni di euro di uno con la licenza media inferiore che come merito può vantare solo la tessera del PD ed un bottino di preferenze è sicuramente in linea con il sistema che ho descritto, ma ci sta portando dritti in un baratro.
Solo se saremo capaci di pensare che quel posto spetta alla persona più meritevole e capace, fosse anche un nostro "nemico" politico, avremmo iniziato a scrollarci di dosso le metastasi del clientelismo che, almeno a Pianella, si annidano davvero dovunque.

26/02/09

La politica pianellese in sintesi


''I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedire loro di nuocere''.

Groucho (da Dylan Dog)

11/02/09

LIBERI E LIBERALI


Ho sentito tante cose in questi giorni, tanti pareri più o meno autorevoli, tante certezze sventolate in faccia alle telecamere, e il silenzio mi sembrava l’atteggiamento più saggio.
Poi però ho pensato che oramai questa vicenda ha in realtà triturato a pezzetti e definitivamente la dignità ed il rispetto per Eluana ed i suoi familiari e che diventa persino stupido non svolgere alcune riflessioni politiche.
Berlusconi ha affermato che su questa vicenda si sono confrontate due culture: quella della vita (evidentemente la sua) e quella della morte (evidentemente di chi non la pensa come lui).
Io credo che sia vero che si siano confrontate due culture e credo pure che ci sia un vero grande sconfitto: l’idea che in questo paese si potesse costruire un grande movimento politico dalle salde radici liberali, capace di immaginare una struttura statale snella ed efficiente in grado di portare l’Italia fuori dalle secche di una stagione politica priva di prospettive di rinnovamento, se non quelle incarnate da un leader settantenne alla quarta candidatura a Premier.
Le due culture non sono quelle di cui parla Berlusconi, ma sono quelle del liberalismo e del (tanto vituperato) statalismo, sempre inviso quando vuole mettere il naso negli affari propri, ma invocato quando c’è da salvare carrozzoni o correre in soccorso di un Vaticano pericolosamente rivolto al medioevo.
Berlusconi dice: “Se si fosse trattato di mia figlia non avrei mai lasciato che si sospendessero i trattamenti…”, già, “se fosse mia figlia…”, caro Premier, io non lo so cosa avrei fatto, ma so che un liberale si batte affinché la LIBERTA’ di prendere questa maledetta decisione sia riservata sempre e solo all’individuo, in piena consapevolezza e coscienza e non espropriata da uno Stato che nel momento in cui vuole entrare nel Foro interno del singolo individuo ne diventa il suo nemico peggiore e lo violenta nel bene più prezioso: la LIBERTA’ di decidere chi essere, cosa essere ed anche e perfino se, essere.
Nessuno può curarmi a forza se non voglio, come nessuno può darmi da bere o da mangiare se io non voglio: è la mia vita, non quella dello Stato che è in gioco: la Chiesa può legittimamente pensare che la vita di tutti appartiene a Dio, ma se la Chiesa impone la Sua verità ad uno Stato, si legittima ogni azione a difesa della religione, anche la più estremista.
In questa vicenda il ghota del PDL, svincolato dagli interessi di bottega del proprio leader, ha svelato il suo vero volto, lontano anni luce da una cultura autenticamente liberale e solo opportunisticamente rivolto ad intercettare il sentimento cattolico più conservatore, rappresentato da una classe dirigente per gran parte deportata in Parlamento per designazione e non per merito.
Il PDL, dunque, si appresta a nascere facendo scempio del suo stesso nome: il liberalismo è un principio che non può essere utilizzato in maniera selettiva quando è un comodo paravento per scelte opportunistiche ed accantonato come nulla fosse quando si toccano temi di grande rilevanza morale, nei quali l’etica laica e liberale deve essere il filo conduttore.
La sola idea che si possa rimettere in discussione una Sentenza passata in giudicato con un decreto legge denotano una ignoranza ed una arroganza istituzionale priva di limiti, ma allo stesso modo, visto che il PD si è affrettato a presentare una mozione di segno analogo a quella della maggioranza in ordine al divieto di interrompere le “idratazioni” forzate, induce a riflettere sullo stato di disperazione degli italiani se, nonostante tutto questo, sono costretti ad individuare in Berlusconi ancora il “male minore”.
Libertà significa poter scegliere di fare qualsiasi cosa purché non danneggi gli altri e perciò sono molto preoccupato da uno Stato che vuole entrare dentro casa mia, dentro i miei sentimenti, dentro le mie scelte più intime e private: uno Stato laico può dirmi come fare se voglio fare qualcosa, ma in nessun caso, se la mia scelta non danneggia altri, può impormi di fare o non fare qualcosa. Persino il codice penale del 1930 che pure punisce l’istigazione al suicidio, non arriva a criminalizzare il tentato suicidio, proprio per queste ragioni.
Abbiate il coraggio di difendere i Valori veri, da chiunque vengano messi in discussione, perché su questo si gioca la vera identità di un popolo: la libertà non è di destra o di sinistra, ma una precondizione non negoziabile di una popolazione civile.
Oggi il Parlamento, selezionato con un criterio oligarchico, riesce ad esprimere un livello di confronto culturale che non supera il target di un qualsiasi Bar di provincia dopo un derby.
Questa gente vuole prendersi le chiavi del nostro bene più prezioso e privarci del diritto di decidere in piena consapevolezza della nostra vita: se glielo lasciamo fare, domani potrebbero dirci cosa dobbiamo mangiare, con chi possiamo fare sesso, dove si può andare o non andare in vacanza e così via.
La libertà, persino di decidere se voglio o meno vivere, è l’unico grande valore per cui credo che valga ancora la pena di lottare e, scusatemi, ma non riesco proprio a delegarla a Gasparri e Finocchiaro.

01/02/09

Consiglio Comunale mercoledì 4 febbraio



Non ci sarà nemmeno il tempo di commentare l'indecorso spettacolo dell'ultimo consiglio (per il quale abbiamo diffuso un comunicato che dovrebbe uscire domani), che già ci troviamo alle prese con un altro paio di questioncine tutte tese al "bene comune".